secret date marzo 2012

FEMALE CUT & BETULLA
presentano
A secret Betulla’s special day
EMMA TRICCA in concerto
Ingresso su invito
BETULLA Via di Grotta Pinta 38 Roma
Female in March 7ª tappa
con il patrocinio delle Provincia di Roma e il sostegno dell’Ambasciata degli Stati Uniti d’America in Italia e dell’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi
La sesta tappa di Female in March è un secret date. Per motivi di capienza abbiamo preferito celare il giorno preciso, che verrà comunicato su richiesta degli interessati al numero 0668807969 in modo da assicurare loro la possibilità di assistere, ma possiamo affermare con certezza che sarà un evento davvero speciale! Non è la prima volta, infatti, che Female Cut associa la moda alla musica, ma di sicuro è la prima volta a Roma che un concerto acustico di musica folk al femminile viene messo in scena in una boutique. L’evento avvolto nel mistero (ma imminente, quindi chiamate subito!) si avvarrà infatti dello spazio di Betulla, prestigioso negozio di abiti e accessori di Flaminia Pizzi, dallo stile etereo e nordico di Via di Grotta Pinta, nei pressi di Campo dei Fiori, e avrà come special guest Emma Tricca, musicista e cantautrice di altissimo spessore, italiana di nascita ma londinese di adozione, il cui album d’esordio Minor White (Finders Keepers) è stato accolto con unanime favore dalla critica specializzata internazionale: bastino per rendere l’idea le 4 stelle dei magazines-bibbia “Uncut” e “Mojo”. Fashion & Music è parte della rassegna Female in March, la manifestazione tutta al femminile che per tutto il mese di marzo tinge di rosa le più significative location romane, per celebrare l’arte e l’identità femminile in tutte le sue forme. Female in March ha il patrocinio della Provincia di Roma e il supporto dell’Ambasciata degli Stati Uniti d’America in Italia e dell’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi.
BETULLA
Betulla è la boutique alle spalle di Campo dei Fiori nata per portare nel centro di Roma i designers più interessanti del Nord Europa. Come suggerisce l’argenteo e lineare albero simbolo della Scandinavia, così esile e meditativo eppure così resistente, Betulla pensa a una femminilità non esibita, riservata, affascinata dai colori neutri, sobria e un po’ austera secondo la regola primaria dell’eleganza “less is more”, ma non per questo meno forte e ammaliatrice. La magia dei drappeggi e delle sete del fiammingo Christian Wijnants si accompagna al minimal chic di un altro Anversa based, il tedesco innamorato dei tessuti e dei dettagli sartoriali Stephan Schneider, di cui Betulla è unico retailer in Italia, o all’etnico concettuale del francese Christophe Lemaire. Un filo androgino percorre sempre le collezioni di Betulla, che si alternano e rinnovano per offrire modernità ed esclusività di stagione in stagione, con la vastissima scelta di pantaloni di HOPE (Stoccolma) e WOOD WOOD (Copenhagen), le geometrie dei tailleurs dei danesi Wackerhaus, ancora in esclusiva per l’Italia, la filosofia giapponese del knitwear brand Boboutic, cui si accostano e mescolano – per inedite e personali visioni di stile – le calzature, punto di forza dello store, le trasparenze e l’istinto del gioco, con il divertimento dell’altra danese Best Behavior e degli zoccoli ormai culto Swedish Hasbeens. Betulla offre anche una mirata selezione di riviste di fashion e lifestyle di area scandinava.
EMMA TRICCA
Nata in Italia, residente a Londra, la cantautrice Emma Tricca ha modellato la sua vita per merito di due importanti incontri con due leggende del folk. Mentre era ancora una cantautrice alle prime armi appena uscita da scuola, incontrò John Renbourn che era a Roma per un concerto. Dopo il concerto Emma ebbe l’opportunità di suonare a John uno dei suoi pezzi e l’approvazione di John le diede la sicurezza necessaria a scrivere e suonare professionalmente e rimasero amici fedeli. Molto presto dopo il suo incontro con John, Emma conobbe Odetta, la misteriosa e leggendaria cantante che portò Bob Dylan alla musica acustica alla fine degli anni ’50. Nonostante la reputazione di persona reticente che aveva Odetta, quest’ultima ed Emma ebbero una lunga conversazione dopo cena, e Odetta spronò Emma a fare quello che da tempo Emma pensava di fare, trasferirsi in Inghilterra e lavorare sul suo talento studiando. Fino a quel momento Emma vagabondava divisa tra l’Italia e l’Inghilterra con tappe in Africa e spostamenti su e giù per l’Italia.
Emma proviene da una famiglia di scienziati e artisti. Suo nonno lavorava per la Siemens studiando le onde sonore e la comunicazione mentre suo fratello, zio di Emma, dipingeva. Sua madre studiava poesia, mentre suo cugino scriveva poesia. Con sua madre e suo zio Emma ascoltava musica classica ma anche Elvis e gli artisti italiani che a Elvis si ispiravano. Durante l’infanzia subì l’ammirazione per l’album “The Times are changing” di Dylan e l’immagine sulla copertina portò Emma a investigare i luminari della scena musicale degli anni ’60: da Dylan alla Baez, e poi Joni Mitchell, Carolyn Hester, Phil Ochs e Dave Van Ronk Quando Emma aveva 14 anni a suo cugino regalarono una chitarra. Lui non la suonò mai, ma non volle neanche prestarla a Emma.
Così quando lei compì 16 anni suo nonno scienziato le diede i soldi e lei comprò la chitarra da suo cugino. Fu un lungo percorso quella che la portò a trasferirsi in Inghilterra ma lo passò ascoltando, imparando e scrivendo. Stabilitasi inizialmente a Marlow, Emma imparò canzoni tradizionali e iniziò a suonare nei club di Oxford, dove fu notata da personaggi come Roy Harper e Phil Guy.
Il trasferimento a Londra portò Emma a perfezionare la sua musica nelle serate a microfoni aperti in giro per la città, prima di mettere su una band che avesse i suoi stessi interessi musicali. Data la sua voglia di spostarsi e il suo amore per i musicisti folk del Greenwich village, era forse inevitabile che Emma intraprendesse il suo pellegrinaggio verso New York, vivendo sia lì che in Texas per un po’ prima di tornare ai club folk di Londra. L’estate del 2006 la vede suonare al Green Man festival nel Galles dal Dj e boss della Finders Keeprs/twisted Nerve Andy Votel e dal suo partner, il cantautore Jane Weaver. L’incontro porta inoltre Emma a essere invitata da Jane e Andy a suonare in una serata in cui erano coinvolti come mebri della band di Jarvis Cocker al Meltdown festival nel 2007.
Sia la sua performance che il suo contributo all’album compilation del festival furono molto apprezzati dalla critica internazionale, facendogli ottenere un tour sia in UK che in tutta Europa come support act di John Renbourn.
Registrato agli studi God Time e uscito il 4 maggio su Finders Keepers/Bird, Minor White è la somma perfetta della storia di Emma – un prodotto naturale di tutte le miglia percorse e delle canzoni suonate.
Infatti l’eleganza e lo charme semplice, senza fronzoli delle sue canzoni è qui accompagnato da quel senso di vissuta malinconia che riflette l’educazione musicale internazionale di Emma. E’ veramente un album senza tempo, che significa che queste canzoni dureranno quanto quelle che hanno spinto Emma a imbracciare una chitarra e cantare. Emma è attualmente in studio al lavoro sul nuovo album, previsto nella seconda metà di quest’anno, ma nel frattempo continua fare musica anche spaziando in contesti altri rispetto al folk, come dimostra la collaborazione recentissima con gli italiani Ronin.












