Artemisia Gentileschi feat. Emma Dante. Storia di una passione


Riscoperta solo nel dopoguerra del nostro secolo dalla critica femminista, figlia d’arte amatissima dai suoi committenti tra cui il sovrano Carlo V d’Inghilterra, il vicerè di Napoli, il Granduca Cosimo II e il nipote di Michelangelo Buonarroti a Firenze, le famiglie Barberini e Frescobaldi e soprattutto il suo grande collezionista, Cassiano dal Pozzo, Artemisia fu tutto tranne che passiva apologeta del potere maschile: denunciò uno stupro subito da Agostino Tassi, collega del padre, e fu protagonista, giovanissima, di un processo che fece scandalo. Proprio con la scena dello stupro, in versione scenografica, inizia la grande mostra al Palazzo Reale di Milano – già visitata da oltre 100.00 persone – che con cinquanta preziose opere ricostruisce fedelmente la sua produzione, strettamente legata alle sue vicissitudini personali. Un letto sfatto e, appesi al soffitto, gli atti del processo: in occasione dell’inaugurazione un allestimento teatrale con la regia di Emma Dante, femmina dalle potente passione scenica, ha aperto la mostra interpretando le dichiarazioni di Artemisia al processo intenta a sostenere con orgoglio battagliero gli sguardi morbosi dei presenti. Facile immaginarla anche grazie ai molti autoritratti esposti – Suonatrice di liuto (1617-18), Allegoria della Fama (1630 ca.), le numerose, versioni di Giuditta e Oloferne. Sono nata a Roma l’8 luglio del 1593 e fin dall’infanzia son vissuta tra gli artisti, seguendo mio padre e imparando da lui, dimostrando sin da giovanissima una grande abilità nel dipingere. (…) Avevo imparato a dipingere bene, come un uomo. [Mio padre, Orazio Gentisleschi] mi aveva affidato ad Agostino Tassi (…) a questi è legata però una vicenda crudele della vita mia che ha oscurato per oltre tre secoli il mio genio di pittora.

22 settembre 2011 – 29 gennaio 2012

Artemisia Gentileschi. Storia di una passione 
a cura di Roberto Contini e Francesco Solinas

Catalogo 24 Ore Cultura

PALAZZO REALE

Piazza del Duomo 12
Milano

tag:

               

Lascia un Commento